Il fenomeno delle malattie professionali è l’unico indicatore che, secondo il rapporto Inail, continua ad essere dato in crescita. Le ultime statistiche, infatti, segnalano 59 mila denunce nel solo 2015, aumentate di 1.500 rispetto allo scorso anno.

L’aggiornamento delle tabelle, avvenuto nel 2008 con l’inserimento delle patologie di natura muscolo-scheletrica, ha contribuito all’incremento; lo stesso Inail segnala, per esempio, che le sole malattie osteomuscolari sono cresciute del 46% rispetto al 2011.

Ciononostante, il riconoscimento dell’origine lavorativa resta percentualmente molto basso (34%), a dimostrazione di quanto sia difficile e complesso l’accesso alle tutele da parte dei lavoratori e delle lavoratrici. Come pure sono spia di una sostanziale

sottovalutazione del fenomeno, il fatto che in Italia in un anno il numero dei tumori di origine lavorativa non superino i 2.000 casi denunciati.

Le problematicità cui si va incontro quando ci si ammala a causa del lavoro scaturiscono soprattutto dalle difficoltà di dimostrare il nesso causale, da cui dipende la fruibilità o meno delle prestazioni. A ciò si aggiunga che negli ultimi anni, complice anche la grave crisi economica e occupazionale, la precarietà del lavoro, sempre più diffusa, induce spesso le lavoratrici e i lavoratori a rinunciarvi, pur di non mettere a rischio il proprio posto di lavoro.

Un comportamento che, però, non aiuta a far emergere le malattie professionali, il cui impatto, nonostante l’aumento delle denunce, resta molto più elevato rispetto a quello rilevato dalle statistiche ufficiali. Per questa ragione, l’Inca rinnova ogni anno il suo impegno affinché non prevalga nel mondo del lavoro la rassegnazione, ma piuttosto si affermi una nuova cultura della tutela accrescendo la consapevolezza dei diritti tra i lavoratori e le lavoratrici.

La guida sugli indennizzi e i risarcimenti dell’Inail “Malattie professionali. L’abilità sta nel difendersi”, giunta alla sua seconda edizione, rientra in questo ambito di attività del patronato della Cgil e vuole essere un utile strumento di orientamento per conoscere come funziona il sistema di protezione contro le patologie lavoro-correlate e per rendere realmente accessibili le tutele previste dalle normative vigenti.

Aiutare l’emersione delle patologie da lavoro, attraverso l’azione di tutela del Patronato, non è solo un modo per una nuova cultura della tutela, ma anche per stimolare interventi di prevenzione che evitino di trasformare i luoghi di lavoro in “zone franche” dove si può affermare la sospensione dei diritti, a scapito della salute.

Morena Piccinini,

Presidente dell’Inca

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