INPS con circolare 127/2016, riepiloga le novità introdotte dall'art 25 D.L. 90 convertito nella L. 114/14, che ha prorogato gli effetti dei verbali soggetti a revisione oltre il termine di scadenza, ai fini di consentire al lavoratore disabile o al lavoratore che assiste un disabile di continuare a fruire dei benefici previsti dalle varie norme di tutela della disabilità. La circolare tratta i casi in cui a partire dal 19-08-2014, il verbale soggetto a revisione risulti scaduto, e consegna le seguenti indicazioni:

  • In caso di fruizione dei permessi l. 104 art 33 commi 3 e 6 non è necessaria nuova domanda dei permessi. Si continuerà a beneficiare degli stessi sino alla data del nuovo accertamento sanitario.
  • In caso invece di fruizione di congedo straordinario retribuito (art 42 c.5 dlgs 151/01), prolungamento congedo parentale (art. 33 c.1 dlgs 151/01) riposi orari alternativi al prolungamento del congedo (art.33 c.2 l. 104/92) occorre presentare una nuovo domanda per fruire della prestazione dalla data successiva a quella di scadenza del verbale (p.to 1 e p.to 3 della circolare).

L'INPS indica però che si dovrà presentare sempre e comunque un nuova domanda nei seguenti casi:

  • Attività lavorativa presso un nuovo Datore di Lavoro;
  • Variazione dell'articolazione della prestazione lavorativa (es. passaggio da Full-time a Part-Time);
  • Modifica di tipologia del permesso richiesto;
  • Pagamento diretto della prestazione da parte dell'INPS.

Al punto 2 della circolare, l'Istituto dà indicazioni inerenti il rilascio da parte delle sedi INPS territoriali, su richiesta dell'avente diritto, di un attestazione che confermi la validità del verbale durante l'iter di revisione, utile nel caso di richiesta da parte del Datore di Lavoro per le operazioni di conguaglio.

Un altro aspetto interessante da analizzare è quello connesso agli effetti prodotti dalla visita di revisione. Premesso che in caso di assenza alla visita da parte del disabile l'INPS è tenuta ad avvisare lo stesso con Raccomandata A/R affinché fornisca entro 60 gg le opportune giustificazioni.(punt 2.4). Se le stesse verranno ritenute idonee si procederà a nuova convocazione a visita, mentre in caso contrario si provvederà all'eliminazione della posizione con la perdita dei benefici.

Per quanto riguarda gli effetti connessi alla revoca dello status di Disabilità, l'INPS non pone problemi di sorta per le casistiche in cui la disabilità è confermata, mentre nei casi di mancata conferma dello status di grave disabilità, a prescindere dalla possibilità di contestazione della revoca, registriamo le seguenti indicazioni:

  • In caso di prestazioni non soggette a nuova domanda l'INPS comunicherà la cessazione degli effetti prodotti dal vecchio verbale dal giorno successivo la data di definizione del nuovo verbale. Nessuna indicazione circa il possibile recupero dei permessi fruiti nel periodo intercorrente tra la scadenza del vecchio verbale e la redazione del nuovo dopo la visita di revisione.
  • In caso di prestazioni soggette a nuova domanda, l'INPS procederà al recupero delle prestazioni eventualmente erogate a partire dal giorno successivo la data di definizione del nuovo verbale.

Dalla lettura della circolare parrebbe quindi che l'INPS anche nei casi di revoca dello status di grave disabilità non procederà a recuperare gli importi corrisposti per le prestazioni durante il periodo intercorrente la data di scadenza del verbale e quello della visita di revisione.

Ultimo aspetto toccato dalla circolare (punto 5) è quello inerente la riduzione dei termini da 90gg a 45gg per i casi in cui il disabile, dopo aver inoltrato la domanda di riconoscimento dello stato di gravità, a fronte della tardata convocazione a visita, decida di richiedere l'accertamento provvisorio mediante certificato medico redatto da specialista ASL della patologia, efficace sino all'accertamento definitivo da parte della Commissione.

Clicca qui per leggere il testo →  Circolare INPS 127/2016