Con la circolare n. 95, l’Inps fornisce gli indirizzi operativi per l’applicazione della normativa relativa alle esenzioni dalla reperibilità per i lavoratori del settore privato, indicando anche le linee guida per l’individuazione delle patologie che danno diritto agli esoneri.

In base all’articolo 25 del decreto legislativo 151/2015, nell’ambito delle disposizioni in materia di rapporto di lavoro e in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183, il legislatore ha recentemente inserito una specifica disciplina finalizzata a stabilire i casi di esenzione dal rispetto delle fasce di reperibilità per i dipendenti del settore privato. Successivamente, con il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero della salute, dell’ 11 gennaio 2016, sono state individuate le circostanze causali che danno diritto a queste esenzioni.  

Fatte queste premesse, l’Inps chiarisce che sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità (previste per il settore privato dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00) i lavoratori subordinati la cui assenza sia connessa con patologie gravi che richiedono terapie salvavita, comprovate da idonea documentazione della Struttura sanitaria e stati patologici sottesi o connessi a situazioni di invalidità riconosciuta, in misura pari o superiore al 67%. Tuttavia, avverte l’Inps, “la norma fornisce solo una previsione astratta delle situazioni di esonero senza dettagliare le concrete fattispecie che, oggetto di valutazione da parte di una consistente platea di medici curanti estensori della certificazione, potrebbero essere suscettibili di diversificata interpretazione”.

L’esonero interessa i lavoratori con contratto di lavoro subordinato del settore privato, mentre restano esclusi quelli iscritti alla gestione separata dell’Inps.  

Con riferimento, invece, all’ambito di applicazione della norma, al fine di orientare correttamente e univocamente i soggetti coinvolti, l’Istituto, con l’approvazione del Ministero della salute e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per gli aspetti di rispettiva competenza, ha elaborato apposite linee guida, contenenti indicazioni sulla casistica di interesse rivolte ai medici che redigono i certificati di malattia e che, solo in presenza di una delle situazioni patologiche in esse enumerate, dovranno:

  • apporre la valorizzazione dei campi del certificato telematico riferiti a “terapie salvavita” / “invalidità” (decreto ministeriale 18 aprile 2012);
  • nel caso di certificati di malattia redatti in via residuale in modalità cartacea, attestare esplicitamente l’eventuale sussistenza delle fattispecie in argomento ai fini della esclusione del lavoratore dall’obbligo della reperibilità.

Al riguardo, l’Inps ricorda che i medici del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionati, che redigono i certificati attestanti lo stato morboso dei lavoratori in malattia, agiscono, secondo consolidata giurisprudenza, in qualità di pubblici ufficiali e sono tenuti, pertanto, ad attestare la veridicità dei fatti da loro compiuti o avvenuti alla loro presenza nonché delle dichiarazioni ricevute senza ometterle né alterarle, pena le conseguenti responsabilità amministrative e penali.  

L’Inps ribadisce che, nell’ambito delle prestazioni di competenza, l’Istituto ha il potere-dovere di accertare fatti e situazioni che comportano il verificarsi o meno del rischio assicurativo, presupposto della prestazione. Pertanto, pur venendo meno, nei casi indicati dalla norma, l’onere della reperibilità alla visita medica di controllo, posto a carico del lavoratore nell’ambito delle fasce orarie stabilite dalla legge, rimane confermata la possibilità per l’Inps di effettuare comunque controlli sulla correttezza formale e sostanziale della certificazione e sulla congruità prognostica ivi espressa.

“Tale principio – spiega la circolare dell’Inps - risulta essere in linea con il generale sistema dei controlli da parte della pubblica amministrazione al fine di garantire, pur nel pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori, la corretta gestione della spesa pubblica, secondo i precetti di cui all’articolo 97 della Costituzione e le correlate pronunce della giurisprudenza di rango costituzionale. Pertanto, le indicazioni contenute nelle linee guida costituiscono un punto di riferimento anche in ottica di possibili verifiche da parte dell’Inps e dei datori di lavoro in merito all’attestazione di eventi che danno diritto all’esonero dalla reperibilità”.

Per i datori di lavoro resta ferma la possibilità di segnalare alla Struttura dell’Inps territorialmente competente, mediante il canale di posta PEC istituzionale, possibili  casi di esenzione dalla reperibilità, per i quali ravvisino comunque la necessità di effettuare una verifica. La struttura Inps investita valuterà poi, mediante il proprio centro medico legale, l’opportunità o meno di esercitare l’azione di controllo, dandone conseguente notizia al datore di lavoro richiedente.

L’Inps ha già provveduto ad effettuare le modifiche procedurali finalizzate a recepire, nell’ambito del flusso automatizzato per la gestione dei certificati di malattia, le informazioni che consentono di selezionare i certificati relativi alle patologie oggetto della normativa.