Con Messaggio numero 3022 del 30 luglio 2018, l’Inps ribadisce il principio per cui l’assegno sociale, derivante dalla trasformazione dell’assegno o pensione degli invalidi civili per il compimento dell’età prevista, non modifica la natura originaria e si continua ad applicare la disciplina degli invalidi civili.

Alla luce del principio sopra enunciato, in fase di liquidazione dell’assegno sociale in sostituzione della prestazione di invalidità civile non è richiesta la permanenza sul suolo italiano per almeno dieci anni poiché non è un requisito richiesto in materia di invalidità civile.

Detto questo, è permesso l’allontanamento dal territorio italiano in uno Stato estero, se il periodo supera i sei mesi l’assegno sociale sarà sospeso a meno che non vi siano gravi motivi sanitari debitamente documentati.

Decorso un anno dalla sospensione e la mancanza della residenza, l’Inps provvede alla revoca dell’assegno sociale, con definitiva perdita.

La procedura di sospensione e revoca è stata adeguata al Messaggio in oggetto.