Inps, con circolare 74 del 21 aprile, modifica il proprio orientamento sulla computabilità del reddito della casa di abitazione per il diritto alle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità.

La modifica è motivata con il consolidato orientamento giurisprudenziale in materia di requisiti reddituali – con particolare riferimento al reddito della casa di abitazione – che ha sconfessato i precedenti criteri utilizzati finora da INPS.

A partire dal 2012, la Suprema Corte ha ribaltato il precedente orientamento sulla materia fino a consolidarsi univocamente in senso contrario all’utilizzo del reddito della casa di abitazione dal coacervo dei redditi assoggettabili all’IRPEF (sentenze nn. 5479/2012, 20387/2013, 9552/2014, 27381/2014, 14026/2016).

L’esclusione del reddito della casa di abitazione dal computo dei redditi ai fini della concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità, sarà attuato a far data dal 1° gennaio 2017.

L’esclusione opera sia in fase di prima liquidazione che di ricostituzione di prestazione già esistente. Gli arretrati saranno riconosciuti comunque a far data del 1°gennaio 2017 anche se, applicando il nuovo criterio di calcolo, la decorrenza della prestazione risulti essere anteriore al 1° gennaio 2017.

Nell’ipotesi in cui l’applicazione del vecchio computo abbia già generato degli importi indebiti per il periodo di competenza successivo al 1° gennaio 2017, INPS provvederà all’annullamento in autotutela degli stessi.

 Per eventuali verifiche di domande definite negativamente, ricordiamo che la prescrizione per le prestazioni a favore degli invalidi civili è di cinque anni.