(Di: Gabriella Mella - Fonte: www.inca.it)

Dopo oltre 21 anni dalla riforma Dini sulle pensioni, l’Inps estende ai dipendenti pubblici l’applicazione del sistema contributivo, introdotto con la legge n. 335/95 per i cosiddetti “nuovi iscritti” (coloro che non hanno contributi antecedenti il 1° gennaio 1996), ai fini della liquidazione dei trattamenti pensionistici.  Al di là dei tecnicismi, questo orientamento mette fine ad una lunga divergente interpretazione tra Inps e Inpdap delle norme sul calcolo delle anzianità contributive, con inevitabili ricadute sia sul diritto sia sulla misura della pensione.

Prima dell’accorpamento di Inpdap in Inps, i criteri di rilevazione dell’anzianità contributiva erano profondamente diversi tra dipendenti pubblici e privati. Mentre per Inps avevano rilevanza i soli accrediti risultanti nella sua gestione, per Inpdap, invece, valevano tutti i versamenti effettuati in qualsiasi fondo, anche se non ricongiunti e anche se già utilizzati ai fini pensionistici nell’ordinamento di appartenenza.

Le novità interpretative incidono in modo rilevante sulla valutazione del sistema di liquidazione delle pensioni: retributivo, misto o contributivo puro, per i dipendenti pubblici, con contribuzione precedente al 1996 in altri Fondi e iscritti per la prima volta presso l’ex Inpdap dopo il 1° gennaio 1996.  Nell’ultima circolare, n. 10 del 2017, l’Inps ha anche chiarito che i versamenti accreditati nella gestione in cui viene liquidata la pensione incidono non solo sul sistema di calcolo, ma anche sul diritto a pensione. 

Pertanto, precisa l’Inps, i soggetti con primo contributo, accreditato dopo il 1° gennaio 1996 in qualità di dipendenti pubblici, possono conseguire il diritto autonomo a pensione nel sistema contributivo; vale a dire: 

·        66 anni e 7 mesi di età, con 20 anni di contribuzione, purché maturino una pensione di importo pari a 1,5 volte l’assegno sociale; 

·        70 anni e 7 mesi di età e 5 anni di anzianità contributiva effettiva; 

·        63 anni e 7 mesi di età, con 20 anni di contribuzione effettiva, purché maturino una pensione superiore a 2,8  volte l’importo dell’assegno sociale.

Pertanto, ad esempio, un soggetto già titolare di pensione a carico dell’Inps, che ha lavorato come dipendente pubblico dal 2009 al 2016 (6 anni) con iscrizione alla Gestione dipendenti pubblici, potrà conseguire al compimento del 70/mo anno di età, incrementata dell’aspettativa di vita, la pensione di vecchiaia in regime contributivo.

Altra novità riguarda la disapplicazione del massimale contributivo per i lavoratori con prima contribuzione accreditata dopo il 1° gennaio 1996 che acquisiscono contribuzione precedente a tale data per effetto di domanda di accredito figurativo o di riscatto. La legge Dini ha previsto, per i cosiddetti “nuovi iscritti” (lavoratori con primo contributo successivo al 1° gennaio 1996) un limite massimo di retribuzione o reddito assoggettabile a contribuzione e alla relativa formazione del montante. Ciò al fine di limitare l’importo delle prestazioni pensionistiche nel sistema contributivo.

Per i soggetti privi di contribuzione prima del 1996 il limite è pari, nel 2016, a 100.324 euro. Vale a dire che, ad esempio, due lavoratori - uno con primo contributo accreditato dopo il 1° gennaio 1996, il secondo con contribuzione antecedente – entrambi con retribuzione annua di 160.000 euro, al primo lavoratore verrà assoggettato a contribuzione un imponibile di 100.324 euro, mentre al secondo verrà assoggettata a contribuzione l’intera retribuzione (160.000). Conseguentemente, l’importo della pensione sarà molto diverso, a seconda se si applichi o no il massimale contributivo, oltre il quale non è più dovuto alcun versamento ai fini pensionistici.  

L’Inps, recependo le ultime novità contenute nella legge di stabilità per il 2016 (legge 208/2015), per gli iscritti alla Gestione pensionistica dei dipendenti pubblici, fornisce le stesse istruzioni già previste per i dipendenti del settore privato con una circolare del 2009. A tutti i lavoratori con primo contributo accreditato dopo il 1° gennaio 1996, che a seguito di domanda di riscatto o accredito figurativo acquisiscono contribuzione antecedente, il massimale verrà disapplicato a decorrere dal 1° mese successivo alla presentazione della relativa domanda che ha dato luogo all’accredito.